Lorenzo Fico con l’Orchestra della Città Metropolitana di Bari all’I.I.S.S. “Marco Polo” di Bari

Lorenzo Fico, Direttore presso Istituto Superiore di Studi Musicali Paisiello, oggi nell’ I.I.S.S. “Marco
Polo” di Bari dirige l’Orchestra della Città Metropolitana nell’esecuzione di un repertorio davvero straordinario.

La Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D 125 fu composta da Franz Schubert tra il 2 dicembre 1814 e il marzo 1815. È dedicata al direttore del Reale Imperiale Convitto Civico di Vienna, Innocenz Lang.

 

Nel primo movimento, il tema dell’Allegro vivace è basato sul corrispondente primo tema dell’ouverture a Le creature di Prometeo di Ludwig van Beethoven.

Il secondo movimento è un tema con cinque variazioni in mi bemolle maggiore, l’unica raccolta di variazioni per orchestra dell’autore. Nonostante la melodia subisca qualche variazione, le modifiche si concentrano più sulla strumentazione e sui colori orchestrali di ciascun episodio. La prima variazione include violini e fiati; la seconda passa il tema fra gli archi bassi e i legni; La terza è nuovamente violini e fiati; la quarta, in do minore, prevede un’incalzare nel ritmo grazie all’uso di terzine di sedicesimi; la quinta mantiene la configurazione ritmica della precedente, ma le terzine vanno a fare sfondo alla melodia ritornata ormai vicina alla sua forma originale, a mo’ di Ricapitolazione. Una coda conclude l’Andante.

Il minuetto in do minore è per quasi la sua intera durata un tutti in fortissimo. Contrasta invece col trio in mi bemolle maggiore, strumentato con più leggerezza, coinvolgendo solo fiati, violini e bassi pizzicati. La melodia del trio non è altro che una variazione del tema dell’Andante, che crea un ponte melodico e armonico (da mi bemolle maggiore a do minore) fra i due movimenti interni.

Il finale è un veloce galop in 2/4.

La Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551, anche nota come Jupiter, è l’ultima sinfonia di Wolfgang Amadeus Mozart. Fu completata a Vienna il 10 agosto 1788. Essa è l’ultima di un ciclo di tre sinfonie (le altre sono la n. 39 e la n. 40) composte in rapida successione durante l’estate del 1788.

Il titolo, col suo rimando mitologico a Giove, non fu assegnato dal compositore ma probabilmente dall’impresario inglese Johann Peter Salomon, allo scopo di evidenziare il carattere grandioso e divino che caratterizza quest’ultima composizione strumentale di Mozart.

L’estate del 1788 fu una stagione particolarmente prolifica per Mozart. La Sinfonia n. 39 fu completata il 26 giugno, seguita dalla celebre n. 40, ultimata il 25 luglio, e infine dalla n. 41, terminata invece il 10 agosto. Nello stesso periodo Mozart era impegnato a comporre i Trii per pianoforte in Mi maggiore e Do maggiore, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 16, e una sonatina per violino.

Non è possibile stabilire se la sinfonia sia mai stata eseguita prima della morte del compositore. Secondo Deutsch, nel periodo di composizione di quest’opera, Mozart si stava preparando ad eseguire i cosiddetti “Concerti nel Casino”, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo casino nella Spiegelgasse a Vienna, il cui proprietario era Philipp Otto. Mozart aveva anche mandato alcuni inviti per questa serie di concerti al suo amico Michael von Puchberg. È però impossibile stabilire se i concerti si siano effettivamente tenuti, o se siano stati cancellati per mancanza di interesse.

Nel suo celebre Manhattan (film), Woody Allen cita il secondo movimento di questa sinfonia nel suo personale elenco delle ‘cose per cui vale la pena vivere’.

Fonte wikipedia.

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